3 Ragioni per assumere un Social Media Manager

3 ragioni per assumere un Social Media Manager

È il giorno di lancio per la tua attività. Sei pronto per iniziare a implementare tutte quelle tecniche che hai scoperto dai super guru dei social media. Sembrano così facili. Inoltre assumono che hai poche ore al giorno dedicate esclusivamente al marketing della tua attività.

Non ti piacerebbe piuttosto costruire la tua attività in linea con la tua visione e utilizzare i social media per commercializzarla? Sei nel posto giusto. Potrebbe essere necessario un consulente di marketing di social media per aiutarti, e qui di seguito trovi 3 motivi per cui dovresti assumerne almeno uno.

Non ti piace il marketing sui social media

Pensi che il marketing sui social sia completamente inutile ( Tranquillo, lo pensavo anche io ) Non credevo molto nel marketing sui social media quando sono entrato nel digital, ma adesso è uno dei servizi più remunerativi per la mia attività. Come tutte le cose ad alcuni piace fare marketing con i social, ad altri meno, tuttavia è fondamentale e dovresti cominciare ad accettarlo.

Anche se Facebook è ormai il social network più vecchio in termini di nascita, è proprio quello che ha la maggior parte delle informazioni sul tuo target. E cosa fai non lo sfrutti ? Certo Instagram ( che è sempre di facebook ) è molto più utilizzato ed è più cool, ma se cerchi converisoni niente batte il grande Zucky.

Hai bisogno di qualcuno che ti segua sempre

Tutti noi amiamo avere un esperto a cui rivolgerci. Che sia uno specialista seo o un consulente di Adwords e ppc, avere qualcuno a cui rivolgere le domande a cui non troviamo risposta è importante.

Amando io lavorare nel digital, non sento troppo la pressione lavorativa. Ma se non sei tanto familiare con il digital o non ami passare il tempo a guardare la schermata di Google Analytics allora assumere un social media manager può salvarti molto tempo

Contenuto Social sempre fresco

Non c’è niente di peggio che cercare una società sui social media, solo per scoprire che la loro pagina non viene aggiornata da anni. Un Social Media Manager ti permette di avere degli account sui social sempre bene aggiornati e freschi per gli utenti più curiosi che sono interessati a scoprirli.

Pubblicare contenuti in modo coerente ti aiuterà ad avere follower sui tuoi social. Se attualmente hai difficoltà ad attirare followe la pubblicazione su base regolare potrebbe essere la soluzione a molti dei tuoi problemi. Ad esempio, gli utenti di Google+ che hanno pubblicato costantemente e poi hanno diminuito la loro frequenza hanno visto che il loro traffico scendere fino al 50%. Ecco perché è importante rimanere costante quando si tratta di social!

Inserendo contenuti social coerenti, avrai anche un altro modo per portare traffico verso il sito web della tua attività.

Come assestare il livello di competizione di una parola chiave ?

Ogni parola chiave per la quale vuoi posizionare il tuo sito è una sfida. Tuttavia prima di partecipare devi essere sicuro di poter avere qualche possibilità di vittoria. Essere primi su Google lo si deve meritare e dunque prima di gareggiare devi conoscere i tuoi competitor. Spesso le persone quando fanno questo tipo di ricerca si sbagliano e pensano che ad esempio se vogliono portare un sito in prima posizione per “avvocati milano” e Google restituisce 30 milioni di risultati, allora hanno 30 milioni di competitor. Non è possibile che la metà della popolazione italiana sia composta da avvocati, siamo ben d’accordo!

Tuttavia il ragionamento in se non è sbagliato, perchè se Google restituisce 30 milioni di ricerche, allora è vero che le pagine da superare sono 30 milioni, molte di queste non cercano di posizionarsi per avvocati milano, ma Google avendole indicizzate le mostra nei risultati di ricerca.

Assestare quante persone cercano di posizionarsi per una determinata parola chiave, è semplicemente impossibile – almeno senza valutare ogni singolo sito web. Ciò che in questi casi va preso in considerazione sono i primi 10 risultati, ovvero quelli che stanno in prima pagina, questo perchè solo il 2-3% degli utenti va fino alla seconda pagina dei motori di ricerca quando deve cercare qualcosa.

Dunque se non pensi di poter battere coloro che si trovano in prima pagina per una determinata parola chiave allora non cominciare nemmeno, le tue chance di vittoria stanno a zero. Se invece pensi di poterli battere creando un contenuto migliore del loro e non dovendo spendere soldi nell’acquisizione di link allora vai..corri Forrest, la prima pagina può essere tua. Prima di cominciare la battaglia concentrati su alcuni punti.

Page Title : Il titolo della pagina è quel link blu che Google mostra sui motori di ricerca. La base della Seo comincia proprio con l’inserire le parole chiave nel titolo. Se sulla prima pagina vi sono posizionati siti senza parole chiave nel titolo, allora è sintomo di una serp con bassa competizione e alte opportunità.

Contenuto : Se i tuoi competitor hanno un buon contenuto ed è difficile scrivere di meglio, allora vuol dire che sei in una serp molto concorrenziale. Se vuoi posizionarti in prima pagina nel lungo periodo, dovrai uscirtene con un contenuto di gran lunga migliore.

Link in entrata : I link in entrata sono uno dei fattori più imiportanti quando si deve determinare il posizionamento di un sito web. Non necessariamente chi ne ha di più vince, perchè dipende anche dalla loro qualità e dal tipo di anchor text che viene utilizzato, tuttavia si può affermare di maniera generale che più ne hai e meglio è.

Per analizzare i fattori elencati in precedenza, vi è bisogno di alcuni strumenti SEO tipo Ahref e Semrush, se li hai entrambi meglio. Analizzare la difficoltà di una parola chiave correttamente è fondamentale, perchè se ti sbagli e pensi che quella parola non sia molto competitiva, allora difficilmente vedrai un ritorno sull’investimento.

Una bella analogia è quella con il gioco del calcio, in particolare la champion’s league. Ad esempio giocare contro una squadra che possiede giocatori migliori è difficile. Vincere non è impossibile, tuttavia man mano che si va avanti si incontrano squadre sempre più forti e diventa sempre più difficile. La morale calcistica è che è meglio arrivare in finale di Europa League piuttosto che fermarsi agli ottavi di champion’s league.

 

 

Dovresti scambiare i link ?

Lo Scambio di link con altri siti web, che solitamente avviene in pagine tipo ‘i nostri partner’ viene usato come metodo primario per la costruzione di link.Oltre ad essere un modo efficace per manipolare il posizionamento di un sito web, è anche un modo molto economico. Tuttavia, ultimamente, questo approccio, non porta più gli stessi benefici che portava in passato.

Dovresti scambiare link

I motori di ricerca si sono resi conto che questo tipo di link non erano altro che un modo per posizionarsi più in alto, senza apportare alcun beneficio reale al lettore. Di conseguenza, il peso di questi link è calato drasticamente è la reciprocità cosi come comprare i link non è più molto ben vista da Google, Bing e altri mootri di ricerca – Oggi qualsiasi consulente Seo è a conoscenza della svalutazione che questi link hanno subito, pertanto è buona norma non consigliarli più ai clienti. Tuttavia se un cliente possiede uno o più siti e spinge per linkarsi reciprocamente deve essere informato che potrebbe incorrere in penalizzazioni.

Scherzo, era solo per farvi paura!!! Quello delle penalizzazioni per link building reciproca è solo un mito. Una penalità non ha niente a che fare con la svalutazione di un link. È vero che i link reciproci non sono visti di buon occhio, tuttavia sono ancora utili e se la matematica non è un opinione, 1 è meglio di 0.

Non tutti i link reciproci sono uguali però. Alcuni di loro sono molto buoni. In primo luogo, si dovrebbe scambiare solo link con siti web che sono in qualche modo legati al tuo. Ad esempio, se si dispone di un consulente finanziario si dovrebbe evitare di scambiare collegamenti con un’agenzia di viaggio. Non esiste una connessione logica. Tuttavia, potreste ragionevolmente scambiare i link con una società che si occupa di getsione di debiti o crediti. Ogni volta che pensi ad un link pensa sempre – “Qualcuno potrebbe considerare questo link logico? Quello che faccio io personalmente prima di analizzare il sito web con uno dei miei strumenti seo, è sempre chiedere a un mio collega di dirmi perchè un link su un sito non ci sta bene, se riesce a darmi una motivazione valida, allora non lo inserisco.

Alcuni link che provengono da siti che non trattano le stesse tematiche non sono un problema, tuttavia più link senza una connesione logica trovi o compri, più ti sarà difficile andare a posizionarti per parole chiavi rilevanti e può apparire come spam, dando l’allarme per l’attività di link building nella quale ti stai cimentando

Il secondo motivo per cui devi stare attento quando scambi link è l’esperienza utente. I motori di ricerca raramente puniscono un sito web per aver collegato siti di scarsa qualità, ma gli utenti si, restituendo una frequenza di rimbalzo elevata e una pessima user experience. Poichè chi si linka al tuo sito è fuori controllo, ma ha un controllo totale su chi linkarsi. Se i motori di ricerca vedono che stai linkando a ciò che essi definiscono siti di scarsa qualità (che non è definito in nessun punto, ma è generalmente accettato per significare siti che l’utente medio ritiene non affidabile o configurati per manipolare in modo chiaro le posizioni dei motori di ricerca), il valore assegnato al tuo sito web può essere influenzato.

Insomma soprattutto quando si è all’inizio, scambiare link può essere utile, tuttavia è importante farlo con siti che siano a tema e che siano a loro volta linkati da siti affidabili. La link building è una parte fondamentale della strategia seo di un sito, per cui se non sei sicuro su come valutare un link di qualità o su come fare per riconoscere il profilo di link di un sito, affidati a uno specialista seo per una consulenza.

Buona Ottimizzazione a tutti!

5 cose di cui Google se ne sbatte le palle

Se stai pensando a riprendere in mano il tuo sito che hai abbandonato da anni o se vuoi modificare il design per renderlo più navigabile, pensaci bene. Pensaci bene, perchè se il tuo obiettivo è il posizionamento sui motori di ricerca, allora di seguito ti elenco 5 cose di cui a google non frega un cazzo per posizionare il tuo sito.

5 cose di cui Google se ne sbatte le palle

L’età del del tuo dominio.

C’è sempre stata nel mondo SEO questa credenza dove per arrivare ad essere primi su Google un dominio debba essere datato. Non penso sia così o almeno non è più cosi rilevante, Google e altri motori di ricerca, cercano più che altro segnali di affidabilità per il tuo sito web, come link e social share. Tuttavia è anche vero che esiste comunque una certa correlazione tra siti che si posizionano per chiavi importanti ed età del dominio. Se hai cominciato il tuo sito nei primi anni 2000 e hai sempre costruito contenuti e link di qualità, è normale che il tuo sito si posizioni meglio rispetto agli altri.

Ma vi è anche la possibilità che qualcuno abbia costruito un sito nel 2014 e abbia gli stessi segnali ( accumulati in molto meno tempo ) E in questo caso Google ricompensa probabilmente il sito nuovo, che nonostante esista da meno tempo, ha comunque gli stessi segnali.

Frequenza di rimbalzo e tempo speso sul sito

Questo è un argomento interessante che trova molti pareri discordanti tra gli esperti SEO, e si sono formate due correnti di pensiero :

Si la bounce rate impatta : I motori di ricerca, vogliono soddisfare i propri utenti, per cui cercano siti web di qualità, che offrano a loro volta un’ottima esperienza utente. Nonostante sia una forma di pensiero piuttosto basica quando si parla di SEO, questa è la principale giustificazione che viene utilizzata.

No la bounce rate non impatta : I motori di ricerca come fanno a conoscere la frequenza di rimbalzo del tuo sito, se non vi hanno accesso. Inoltre una bounce rate alta, non è per forza sinonimo, di una cattiva esperienza utente, se ad esempio un utente ricerca un informazione, clicca sul tuo sito, legge la pagina in questione ed esce. Il risultato è che tu hai 100% di frequenza di rimbalzo, ma l’utente è soddisfatto.

Hosting

L’hosting impatta sulla SEO? Si, sappiamo che è cosi, ma solo quando parliamo di speed time or up time. Se non vi sono particolari complicanze riguardo questi due punti,allora il tuo hosting va bene.

Social Share

Una delle più grandi speculazioni nel mondo Seo negli ultimi 6 anni è stata proprio la questione social media e impatto sul posizionamento.

Molti consulenti SEO, hanno sicuramente notato una correlazione tra le condivisioni e le pagine che si posizionano meglio. In gergo inglese, vengono definiti “unicorns” ovvero unicorni, intesi come rarità, perchè sono pezzi di contenuti unici che portano un sacco di traffico al sito.

Questo argomento è ancora abbastanza controverso nel mondo SEO, troverai dei SEO che ti diranno di si, altri di no, insomma la verità sta nel mezzo, tuttavia un contenuto condivisibiile è sempre meglio in quanto ottiene maggiore visibilità e nuove opportunità di link in entrata.

Dimensioni del contenuto

Un’altra credenza mistica tra gli specialisti SEO è quella che dice “un determinato numero di caratteri, ti permette di posizionarti”. Per anni, creatori di articoli hanno passato del tempo a contare le parole o ad aggiungere contenuto extra, affinchè si posizionasse meglio sui motori di ricerca.

L’unico motivo per cui un contenuto lungo funziona bene, è perchè è un contenuto completo ed esaustivo, dunque intercetta le altre domande relative ad un determinato argomento.

Ad esempio diciamo che per una scheda prodotto, quando parli del prodotto stesso, puoi toccare diversi punti e intercettare diverse domande, come appunto : Come funziona il prodotto ? Quando è meglio utilizzarlo ? Dove comprarlo ? Ecc Ecc

È pieno di altre cose di cui Google se ne sbatte alla stragrande, ma che per molti seo sembrano essere fondamentali. Ne conoscete altre ?

La qualità secondo Google

Crea contenuti di qualità! Facile a dirlo, un pò meno a farlo. In più la definizione di qualità è soggettiva e una volta che scopri che il contenuto che tu scrivi verrà letto da un robot, forse ti viene da farti qualche domanda. Vediamo con questo post cosa stuzzica davvero google in termini di contenuto e cosa rappresenta la definizione di “contenuto di qualità”

La qualità secondo Google

I motori di ricerca ancora non capiscono esattamente ciò che leggono, nonostante arrivino a posizionare i siti basandosi sul concetto di pertinenza, non c’è un ancora una comprensione definitva del contenuto che ti può portare ad essere primo sui motori di ricerca.

Per il contenuto, l’unica raccomandazione che viene data agli esperti seo è quella di postare regolarmente contenuto di qualità. Dietro questo termine un pò vago, Google vi aggiunge che la qualità è composta principalmente da tre fattori : pertinenza, rilevanza e soddisfazione dell’utente. Presso gli uffici di Google esistono dei “ministri della qualità” ( delle persone in carne ed ossa ) che basandosi su determinate ricerche, offrono la loro opinione sul posizionamento dei siti web, il tutto basandosi su una guida che si chiama “search Quality Evaluator Guidelines” disponibile qui da Google.

Definizione di qualità di una pagina web secondo Google

La pagina in questione, risponde alla domanda dell’utente ? Gli obiettivi dipendono dai casi : Divertimento, informarsi, guardare un video ecc… l’importanza dell’argomento o dell’obiettivo non è un segnale di qualità, poichè tutti gli obiettivi vengono considerati alla pari

La pagina web ha una finalità positiva ? Serve a qualcosa, consiglia, vende un buon prodotto o al contrario cerca di fregare gli utenti e accrescere la disinformazione.

Alcune pagine che sono in settori sensibili ( soldi, salute, settore giuridico ) sono più regolamentate. Google le chiama YMYL ( Your Money or Your Life ) poichè possono avere un impatto importante sulla vita delle persone.

Qualità delle pagine e qualità di un sito

I siti monopagina sono pochi. Una pagina si aggiunge ad altre pagine e queste ultime a loro volta impattano sul sito e ancora su altre pagine. La home del sito, la sezione “chi siamo” e in maniera generale, tutto l’insieme del sito ( Testo, foto, video ecc ). Le informazioni pubblicate, devono poter essere verificabili ( numeri e referenze ).

Anatomia di una pagina web

  • Contenuto principale : Qui è dove l’obiettivo deve diventare reale. Il contenuto importante viene inserito nella parte centrale della pagina.
  • Contenuto accessorio : Qui è invece dove le informazioni complementari si aggiungono, link interni verso altre pagine o banner laterali.
  • Contenuto pubblicitario : La pubblicità non è un segno di cattiva qualità, a condizione che sia esplicita e che l’utente non ci clicchi.

Una pagina di qualità in 5 punti

Google utilizza l’acronimo EAT che sta per “Expertise, Autoritativeness e trustworthiness. Questo concetto è ancora più importante nelle categorie con elevate ricerche mensili come appunto le pagine YMYL e tutto quello che è gambling, sesso ecc. Questo acronimo è tuttavia utilizzato dalle restanti pagine, è dunque consigliabile seguirlo.

Expertise : Qual’è il livello di conoscenza della persona che scrive il contenuto ?

Autorità :Il contenuto è riconoscibile, piace ?

Fiducia : Quanto è conosciuto l’autore che si occupa del contenuto ? Cosa ne pensa il we di questo sito ?

Contenuto utile che raggiunge l’obiettivo : il contenuto principale deve soddisfare un obiettivo e il contenuto accessorio deve servire il contenuto principale con variazioni di quella domanda o approfondimenti.

Design fluido ed ergonomico : Quanto si trova bene un utente sul sito. È facilmente navigabile ?

Non rispettare anche solo uno di questi punti, non ti porta a raggiungere il massimo della qualità. Per Google un buon contenuto ma che da segnali negativi ( lentezza nel caricare la pagina, 404, pessima navigabilità ) non potrà mai essere indicatore di un risultato di qualità.

Bisogna migrare il sito a https ?

Da alcuni mesi, Google sta costringendo i siti a passare a https : i siti con un certificato ssl valido sul proprio sito, avranno una spinta ( meno dell’1% ) sui motori di ricerca, ha commentato il gigante americano. Questo ha spinto molti siti web a passare a https. Che poi, non so voi, ma i siti che ho fatto passare in https, non hanno avuto questa spinta micidiale. Ed è normale che sia cosi in realtà, ma al tempo stesso migrare questi benedetti siti è necessario.Ma quali sono i richi ?

Bisogna migrare il sito a https ?

I rischi sono numerosi :

Sbagliare il set up delle impostazioni del certificato, può rivelarsi fatale. Un bel non sicuro apparirà sul tuo sito e non è proprio una buona esperienza per gli utenti.

Sbagliare il redirect e dimenticarsi di far puntare tutte le pagine sulla versione https ( Canonical, link, sitemap, robot.txt, script,css, javascript..) .Rischi di contenuti duplicati ed errori nel codice.

Perdere posizioni. Se un sito ottiene tutti i link sulla versione http e il sito poi si sposta su https, chi penserà a modificare i link ? Ovviamente c’è un 301 su tutti, ma sappiamo tutti che un link senza 301 è decisamente migliore.

Ricominciare da zero con i social signals? è una brutta notizia. Purtroppo tutte le condivisioni sui social, fatte dalla versione http del sito tornano a zero. Peccato, passando a https, il conto riparte da zero. Medio rischio per quanto riguarda l’utente, ma una rottura di palle per il social media manager, che già vedeva le statistiche crescere.

Pagare per nulla. Https costa. Soprattutto se si vuole un vero certificato ssl. Ancora un costo.

Problemi di prestazioni. Https migliora la comunicazione tra i server, rallentando il caricamento delle pagine. Si può risolvere, ma sono tecnicismi non evidenti all’utente medio, ma purtroppo la velocità di caricamento è un fattore di posizionamento.

Non vedere più i referral. I siti in https, non appaiono più come referral nelle analytics.

I vantaggi di passare a HTTPS

Offre ( l’impressione ) di una navigazione più sicura.Questo è il vantaggio principale. Ma attenzione, un certificato ssl assicura solo che la comunicazione sia criptata. Non impedisce alle informazioni di circolare

Quando migrare in HTTPS :

  • Quando si vuole rifare il sito aziendale.
  • Una volta che si hanno compresi tutti i rischi
  • Quando l’azienda lo chiede ( ecommerce e siti che richiedono l’inserimento di dati sensibili )
  • Quando diventa un vantaggio competitivo ( percepito dai clienti )

Quando non migrare a https :

  • Quando si vuole migliorare il posizionamento
  • Quando si ha un sito con una storia di backlink molto importante
  • Quando le competenze tecniche non sono sufficenti

 

 

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Quella che nel gergo Seo si chiama Google Sandbox anche se non ufficialmente riconosciuta da Google è entrata a far parte del settore e in questo articolo voglio parlare coloro che hanno un nuovo sito o che stanno pensando di crearne uno.

Google sandbox è presente da un pò di tempo a questa parte ed è essenzialmente un filtro che viene applicato a siti web ( solitamente nuovi ). Il risultato che ne consegue è che il sito in questione non si posiziona per le parole chiave per le quali vorrebbe. Nonostante il contenuto presente sul sito sia ottimo e i link in entrata siano coerenti e rilevanti il sito non riesce a posizionarsi. Questo è quello che in inglese viene definito “The Sandbox effect” che sembra il titolo di un film, ma purtroppo per molti proprietari di siti non lo è, anzi è l’inizio di un vero e proprio incubo. Questo filtro è un pò come un esame per molti siti, per scoraggiare i tentativi di spam da parte di alcuni siti segnalati da Google.

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Perchè è stata inserita la Sandbox

Comunemente si pensa che la sanbox sia stata creata da google per combattere i siti spammosi che fanno puntare migliaia di link verso un sito cercando di manipolarne il posizionamento in poco tempo. Google considera un sito nuovo con molti link in entrata pericoloso e potenzialmente sospetto, questo perchè un nuovo sito essendo nuovo, dovrebbe appunto avere pochi link in che puntano verso di esso. D’altronde se questo filtro non vi fosse le persone creerebbero nuovi siti in continuazione scappando al controllo di Google manipolandone il posizionamento.

Tuttavia non tutti nel mondo seo pensano che esista una sandbox. Alcuni sostengono che Google non utilizzi affatto un sistema di filtri e che questo fenonemo di fluttuazione del posizionamento faccia parte dell’algoritmo di Google e dunque che la sandbox sia un’illusione.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Qualsiasi tipo di sito può essere inserito nella sandbox, tuttavia il fenomeno si verifica specialmente con siti nuovi o con pochi mesi di vita che cercano di posizionarsi per query altamente competitive. Non si tratta di una regola certa, in realtà anche altri siti possono passare del tempo all’interno della sandbox, ma i siti che puntano sulle query competitive, sono forse quelli più a rischio.

È possibile che il tuo sito non entri in sandbox per diversi motivi. Ad esempio se è stato lanciato prima di Marzo 2004 ( quando si pensa che il filtro sia stato applicato ) è possibile che vi sia scampato. I siti che sperano di posizionarsi per parole chiave poco competitive è difficile che vi entrino e se ci entrano, ci stanno per un breve periodo.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Quanto tempo un sito passa nella Sandbox

La permanenza nella sandbox può generalmente variare da uno a sei mesi. Ricerche meno competitive avranno un periodo di permanenza più basso, mentre richerche altamente competitive vi resteranno più a lungo ( ho visto siti starci per oltre 8 mesi ) ma il periodo di media durata è intorno ai 2-3 mesi.

Per capire se sei entrato nella sandbox è abbastanza semplice. Se il tuo sito ha un buon page rank e si posiziona per parole chiave a coda lunga che hanno poche ricerche e per le parole chiave importanti si trova lontano anni luce, allora stai sicuro di esserci in pieno.

Una delle caratteristiche della sandbox è proprio quella di posizionarsi bene per parole chiave con poche ricerche. Il filtro è stato progettato con lo scopo di individuare le parole chiave più cercate ( poichè hanno più ragione di essere spammate )

Purtroppo al giorno d’oggi non vi sono modi per prevenire l’entrata nella sandbox. L’unico modo per uscirne è aspettare. Nel frattempo, è importante continuare ad ottimizzare e aggiungere nuovi contenuti e continuare a costruire link. Aggiungere altri link aiuterà anche a prevenire altri eventuali filtri che possono intromettersi tra il sito ed il suo posizionamento.

Una volta uscito dalla Sanbox che fare?

Una volta uscito dalla sandbox, il tuo posizionamento potrebbe rimanere lo stesso per un piccolo periodo di tempo. Essendo sopravvissuto alla sandbox, il tuo sito non si è posizionato per molte parole chiave e dunque c’è ancora molta strada da fare. Un consiglio spassionato è quello di continuare ad aggiungere contenuti rilevanti alla tematica del sito in questione.

L’hosting impatta sulla SEO ?

L’hosting impatta sulla SEO ?

Si. Il servizio di hosting che scegli per il tuo sito avrà un impatto su dove il tuo sito si posizionerà sui motori di ricerca. Tuttavia scegliere un provider piuttosto che un altro non garantisce che il tuo posizionamento migliorerà da un momento all’altro, ma almeno, se fai la scelta giusta, ti toglie la grana di avere problemi in futuro. Per questo motivo quando scegli il tuo servizio di hosting, non considerare solo il prezzo.

L’hosting impatta sulla SEO

Vi sono vari fattori da considerare quando si sceglie un servizio di hosting; due molto importanti sono la velocità e quello che in inglese viene definito uptime/downtime, e possono cambiare da mese a mese, è dunque importante tenerli sotto controllo. Non appena noti un problema, contatta il tuo servizio di hosting e chiedi informazioni, non ipotizzare che siano a conoscenza del problema, perchè spesso non lo sono e anche quando lo sono se ne fregano altamente.

Per quanto riguarda il piano tariffario, è importante non farsi bloccare in contratti a lungo termine, pagare mese per mese è l’ideale, perchè in caso il servizio di hosting abbassi i propri standard, è possibile cambiare e trovarne uno migliore. Se per errore hai già sottoscritto un contratto a lungo termine, cambia lo stesso, è meglio buttare un centinaio di euro che danneggiare la tua seo per sempre.

Vediamo insieme i 3 fattori a livello di hosting che vanno ad impattare il posizionamento di un sito.

Uptime e downtime

Il downtime è il tempo nel quale il tuo sito rimane inaccessibile a causa di problemi del server dal quale è gestito. Gli spider dei motori di ricerca proveranno a visitare il tuo sito diverse volte durante la giornata e se mentre lo visitano il tuo sito non è accessibile, lo registrano e passano al prossimo sito. Se succede ripetutamente il tuo sito viene segnalato come inaffidabile e il posizionamento potrebbe peggiorare. I motori di ricerca non vogliono posizionare un sito inaffidabile sulla prima pagina di google in quanto l’esperienza utente sarebbe pessima, e non è quello che Google vuole.

Persino il 99% in uptime vuol dire che il sito sarà inaccessibile per circa 7 ore in un mese. Idealmente è importante avere un sito che sia accessibile sempre, tuttavia un piccolo downtime è inevitabile anche per i provider più costosi. Intorno a 99.9% è forse il più ragionevole.

Velocità

I motori di ricerca sono solitamente taciti sui fattori di posizionamento, tuttavia nel 2010 Google ha esplicitamente dichiarato che la velocità di caricamento di una pagina è tra quelli. Sia chiaro che è solo uno dei 200 fattori e che probabilmente incide sul posizionamento per lo 0.5% ma è importante prestarvi attenzione. Per vedere se una pagina è abbastanza veloce nel caricamento, si possono utilizzare questi strumenti.

https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights
http://tools.pingdom.com
http://gtmetrix.com

Una pagina che si carica lentamente non è sempre responsabilità del servizio di hosting. La configurazione e il codice del tuo sito possono impattare, tuttavia se sei sicuro che il tuo codice è al top, allora è arrivato il momento di fare uno squillo alla compagnia di hosting e spostare il tuo sito su un altro server. Spesso succede che un sito debba condividere lo spazio di un server con altri siti e più siti ci sono, più lentamente il sito si caricherà, lìideale è spostare il sito su un server dedicato in modo da migliorarne le prestazioni

La posizione

In aggiunta ad altri fattori di posizionamento come contenuti e link in entrata, i motori di ricerca quando devono mostrare un risultato, verificano la posizione di un sito. Ad esempio se l’utente che effettua la ricerca si trova in Italia, i motori di ricerca tendono a mostrare siti che si trovano in Italia. Per verificare la posizione del tuo sito web è possibile controllare l’indirizzo ip del sito. L’indirizzo IP viene assegnato in base al luogo del server che lo ospita. Per cui avere un hosting italiano può decisamente essere un vantaggio se la maggior parte degli utenti cerca per un tuo prodotto o servizio dal territorio italiano. L’unica limitazione è quando si opera in paesi dove si parla la stessa lingua poichè diventa più complesso posizionare un unico sito, specialmente se la concorrenza è alta.

3 Ragioni per assumere un Consulente Adwords

Perchè assumere un consulente Adwords

Perchè assumere un consulente Adwords

Google Adwords è diventato uno strumento di fondamentale importanza tra le aziende che vogliono cominciare a fare pubblicità online. Ma nonostante l’enorme potenziale di questo mezzo, sappi che per creare un account Google adwords di successo ci vuole tempo e grande capacità analitica per concentrarsi sulle parole chiave importanti, senza spendere una fortuna.

Ecco dunque qui 3 motivi per cui devi assumere assolutamente un consulente adwords per la tua azienda .

Sono scrupolosi nella ricerca di parole chiave

Con l’aiuto di un consulente google adwords puoi stare tranquillo che i tuoi annunci compariranno solo per le parole chiave più idonee al tuo settore. La ricerca di parole chiave è un processo che richiede tempo e una conoscenza del settore di riferimento elevata, per questo quando chiedi una consulenza adwords, il tuo esperto ppc si prende il tempo per capire il settore nel quale operi.

Creano annunci specifici per la tua azienda

L’esperto Adwords è l’unico capace di creare annunci specifici per il tuo target. Creare annunci ppc non è semplice come sembra. Mentre scrivere un copy seo o un comunicato stampa è ancora abbastanza fattibile o comunque ci si può arrangiare, scrivere un annuncio è diverso, Google ha un set di regole ben precise nello scrivere annunci, che varia in base al dispositivo sul quale l’annuncio viene mostrato o in base a cosa sta cercando l’utente.

Aiutano a mettere a fuoco la tua strategia di marketing online.

Conoscono molto bene i vantaggi e gli svantaggi della piattaforma e possono utilizzare ciò che sanno per assicurarsi che Google AdWords stia realmente avendo un impatto sul tuo modo di fare business. Le campagne Google AdWords e PPC in generale sono molto complesse. Non è qualcosa che un imprenditore senza precedenti esperienze nel fare pubblicità online puà fare. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe causare il fallimento della campagna.

Un consulente AdWords di Google utilizza un insieme diverso di metriche per valutare l’efficacia di una campagna. Attraverso queste metriche, può decidere di mantenere gli annunci così come sono e mettere in pausa gli annunci che non stanno funzionando bene o apportare alcune modifiche per rendere gli annunci più adatti a ciò che i clienti cercano.

Grazie all’enorme volume di dati a cui è esposto ogni giorno, un ppc specialist può contribuire a stabilire una direzione chiara per la strategia online. Questo aiuterà il tuo business a concentrarsi su un obiettivo preciso prima di intraprendere altre forme di marketing online.

La qualità dei lead portati da una campagna di successo PPC può far crescere la tua azienda in poco tempo.

Quanto costa fare SEO e quanto spendi

Quanto costa fare SEO

Al giorno d’oggi quasi tutte le aziende in Italia si sono spostate sul digital. Campagne SEM, social media, programatic, ma soprattutto SEO. La domanda che in molti si pongono e che mi chiedono spesso è “ma quanto costa fare SEO?

Questa è una domanda non semplice anche perchè ogni consulente seo è diverso dall’altro e dipende dal tipo di progetto, dal budget e dalle risorse. In questo articolo spiego come lavorano la maggior parte delle agenzie in giro per il mondo, quali sono i prezzi e i pro e contro.

Quanto costa fare SEO

SEO: Tipi di pagamento

Per comprendere esattamente quanto costa la SEO, c’è bisogno di capire il servizio per il quale stai pagando. Le agenzie SEO tipicamente offrono quattro forme principali di servizi e di pagamento:

Mese per mese: con questo tipo di servizio, i clienti pagano un ammontare prestabilito ogni mese in cambio di una serie di servizi. Il mensile è il modello di pagamento più comune, perché fornisce il ritorno sull’investimento maggiore. Gli accordi mensili di solito includono la parte di reportistica, miglioramenti dei contenuti, comunicati stampa, link building, ricerca di parole chiave e ottimizzazione on page.

Prezzo fisso : quasi tutte le agenzie SEO vendono servizi a prezzo fisso. Spesso, prima che un cliente sia pronto ad impegnarsi mensilmente, visiona e seleziona i servizi che gli interessa completare e li porta avanti. Un esempio tipico di questo è l’analisi SEO di un sito che può aiutare a determinare i punti di forza e le debolezze esistenti nella presenza online del cliente, l’analisi dei competitor, nonchè la ricerca di parole chiave.

SEO a risultato: Molte agenzie offrono SEO a risultato. La seo a risultato è solitamente la più costosa e la meno affidabile e viene utilizzata per progetti piccoli o personalizzati per piccoli clienti che preferiscono pagare a risultato ottenuto. Ad esempio, uno studio legale a milano può chiedere ad un’agenzia SEO di aiutarlo con il proprio marketing locale. Una volta che il sito verrà posizionato sulla prima pagina di Google, il cliente dovrà saldare una cifrà più alta.

Consulenza oraria: Questo è il classico modello di consulenza che comprende il pagamento di una fee oraria in cambio della prestazione di uno o più servizi.

Quindi quanto costa la SEO?

Mese per mese: 750€ – 4000 al mese. In questo caso, il prezzo che un cliente paga per fare seo, dipende dalle dimensioni della sua azienda e dal budget a sua disposizione. Da un lato vi sono le piccole agenzie, che hanno solitamente clienti locali e che offrono servizi di base. Dall’altro è possibile trovare agenzie molto più quotate con grossi clienti, ma che potrebbero essere più costose.

Prezzo fisso : dipende. Le aziende che scelgono l’opzione prezzo fisso, è perchè non sanno ancora come funziona la seo e, prima di investire mese per mese, vogliono capire il tipo di lavoro che vi è dietro e se porta risultati. Il prezzo fisso include i servizi contrattuali tipici come il SEO copywriting (0,05/ 0.15€ a parola), analisi del sito (250-500€), analisi dei link interni e esterni (150 – 400€) e il setup dei social media ( 200-400€)

Seo a risultato: 2500€-3000€ La seo a risultato è di solito la più costosa, questo perchè non implica nessun impegno economico da parte del cliente se non a risultato raggiunto. Fate attenzione a questo tipo di seo, perchè solitamente una volta raggiunta la prima pagina vi tocca pagare. Vi è una differenza abissale tra il primo posto e la prima pagina, quindi scegliete con cura.

Consulenza oraria: 20-50€ / ora con un consulente SEO. Le agenzie costano un pò di più, di solito tra i 75 e i 100€ /ora.

Consulenza oraria

Cosa dovrebbe insospettirti

Se stai per scegliere un’agenzia SEO per la tua azienda, è giusto che ti dia qualche avvertimento per proteggerti da quelle agenzie seo che utilizzano tecniche black hat non conformi alle linee guida che Google suggerisce per posizionare un sito.

Garanzie. Le agenzie SEO difficilmente garantiscono un posizionamento. La SEO cambia in continuazione ed è difficile poter garantire un posizionamento preciso.

Risultati immediati. Esistono alcune tattiche SEO chepossono portare “risultati immediati” aggirando l’algoritmo di Google. Queste tecniche anche se ottime per qualche mese, sul lungo periodo possono farti molto male. Google è molto attivo nel cercare siti che imbrogliano e quando li trova, li penalizza. Un sito penalizzato è un sito che perde posizioni per molte parole chiave importanti, e per uscire da una penalizzazione ci vogliono mesi, quindi meglio evitare.

# 1 posto su Google : Se un’agenzia ti promette il primo posto su Google, OTTIMO. Speriamo mantenga la promessa…

Costi inferiori a € 750 / mese. Quando si fa SEO, non si acquista il prezzo più basso, ma il miglior servizio.

Servizi di link building a basso costo. I link sono una parte fondamentale della SEO. È impossibile avere un sito in prima pagina senza link in entrata. È importante sapere che nel mondo SEO vi è un vero e proprio mercato nero dei link. La qualità di un link sta diventando sempre più importante al fine di raggiungere un posizionamento ideale e stabile, pertanto è bene essere capaci di valutare un link di qualità. Prima di firmare un contratto con un’agenzia SEO, informati da dove intendono prendere i link per posizionare il tuo sito.

Da tenere a mente

La SEO richiede tempo. Mese per mese è la scelta migliore. Pensa alla seo come un investimento sul lungo periodo. Un approccio aggressivo sul breve periodo può avere dei benefici, tuttavia la migliore SEO è quella che si crea nel lungo periodo. Marck Jackson rafforza questo concetto dicendo “Il reale valore della SEO non si vede mai nei primi mesi di lavoro”.

Se cambi la SEO, la SEO cambierà te. È pieno di competitor che non vedono l’ora del prossimo aggiornamento di Google per posizionarsi sopra di te. Non cambiare approccio ogni 2-3 mesi, la SEO è un processo organico e naturale e come tutte le cose naturali richiede una certa costanza.

Non tutti i servizi SEO sono uguali. La seo non la scegli in base al prezzo, ma in base al servizio. Affidati ad un consulente seo che ti spiega quello che fa e il perchè.

La seo è importante. Un sito esiste perchè deve essere trovato dagli utenti. Altrimenti che senso ha? Se non sai come rendere il tuo sito più visibile, allora chiedimi come fare.

Un’agenzia SEO è la cosa migliore. Starai pensando “ Ma non posso fare SEO da solo?” La SEO richiede una complementarietà di competenze ( Sviluppo web, copywriting, marketing ecc ) che difficilmente sono eseguibili senza un background tecnico. Un consulente seo o un’agenzia sono la scelta migliore se non sai esattamente da dove partire.

Alla fine sei tu che decidi..

Per la maggior parte delle aziende, la SEO è l’investo con il ROI più alto. I benefici della SEO sono più alti di qualsiasi campagna tv, stampa, mail ecc

Le aziende non decidono più se hanno bisogno di un consulente SEO per la loro azienda. Decidono quanto vogliono spendere. Finche scelgono un consulente seo che fa le cose per bene, la SEO porterà risultati eccezionali.