Come assestare il livello di competizione di una parola chiave ?

Ogni parola chiave per la quale vuoi posizionare il tuo sito è una sfida. Tuttavia prima di partecipare devi essere sicuro di poter avere qualche possibilità di vittoria. Essere primi su Google lo si deve meritare e dunque prima di gareggiare devi conoscere i tuoi competitor. Spesso le persone quando fanno questo tipo di ricerca si sbagliano e pensano che ad esempio se vogliono portare un sito in prima posizione per “avvocati milano” e Google restituisce 30 milioni di risultati, allora hanno 30 milioni di competitor. Non è possibile che la metà della popolazione italiana sia composta da avvocati, siamo ben d’accordo!

Tuttavia il ragionamento in se non è sbagliato, perchè se Google restituisce 30 milioni di ricerche, allora è vero che le pagine da superare sono 30 milioni, molte di queste non cercano di posizionarsi per avvocati milano, ma Google avendole indicizzate le mostra nei risultati di ricerca.

Assestare quante persone cercano di posizionarsi per una determinata parola chiave, è semplicemente impossibile – almeno senza valutare ogni singolo sito web. Ciò che in questi casi va preso in considerazione sono i primi 10 risultati, ovvero quelli che stanno in prima pagina, questo perchè solo il 2-3% degli utenti va fino alla seconda pagina dei motori di ricerca quando deve cercare qualcosa.

Dunque se non pensi di poter battere coloro che si trovano in prima pagina per una determinata parola chiave allora non cominciare nemmeno, le tue chance di vittoria stanno a zero. Se invece pensi di poterli battere creando un contenuto migliore del loro e non dovendo spendere soldi nell’acquisizione di link allora vai..corri Forrest, la prima pagina può essere tua. Prima di cominciare la battaglia concentrati su alcuni punti.

Page Title : Il titolo della pagina è quel link blu che Google mostra sui motori di ricerca. La base della Seo comincia proprio con l’inserire le parole chiave nel titolo. Se sulla prima pagina vi sono posizionati siti senza parole chiave nel titolo, allora è sintomo di una serp con bassa competizione e alte opportunità.

Contenuto : Se i tuoi competitor hanno un buon contenuto ed è difficile scrivere di meglio, allora vuol dire che sei in una serp molto concorrenziale. Se vuoi posizionarti in prima pagina nel lungo periodo, dovrai uscirtene con un contenuto di gran lunga migliore.

Link in entrata : I link in entrata sono uno dei fattori più imiportanti quando si deve determinare il posizionamento di un sito web. Non necessariamente chi ne ha di più vince, perchè dipende anche dalla loro qualità e dal tipo di anchor text che viene utilizzato, tuttavia si può affermare di maniera generale che più ne hai e meglio è.

Per analizzare i fattori elencati in precedenza, vi è bisogno di alcuni strumenti SEO tipo Ahref e Semrush, se li hai entrambi meglio. Analizzare la difficoltà di una parola chiave correttamente è fondamentale, perchè se ti sbagli e pensi che quella parola non sia molto competitiva, allora difficilmente vedrai un ritorno sull’investimento.

Una bella analogia è quella con il gioco del calcio, in particolare la champion’s league. Ad esempio giocare contro una squadra che possiede giocatori migliori è difficile. Vincere non è impossibile, tuttavia man mano che si va avanti si incontrano squadre sempre più forti e diventa sempre più difficile. La morale calcistica è che è meglio arrivare in finale di Europa League piuttosto che fermarsi agli ottavi di champion’s league.

 

 

Dovresti scambiare i link ?

Lo Scambio di link con altri siti web, che solitamente avviene in pagine tipo ‘i nostri partner’ viene usato come metodo primario per la costruzione di link.Oltre ad essere un modo efficace per manipolare il posizionamento di un sito web, è anche un modo molto economico. Tuttavia, ultimamente, questo approccio, non porta più gli stessi benefici che portava in passato.

Dovresti scambiare link

I motori di ricerca si sono resi conto che questo tipo di link non erano altro che un modo per posizionarsi più in alto, senza apportare alcun beneficio reale al lettore. Di conseguenza, il peso di questi link è calato drasticamente è la reciprocità cosi come comprare i link non è più molto ben vista da Google, Bing e altri mootri di ricerca – Oggi qualsiasi consulente Seo è a conoscenza della svalutazione che questi link hanno subito, pertanto è buona norma non consigliarli più ai clienti. Tuttavia se un cliente possiede uno o più siti e spinge per linkarsi reciprocamente deve essere informato che potrebbe incorrere in penalizzazioni.

Scherzo, era solo per farvi paura!!! Quello delle penalizzazioni per link building reciproca è solo un mito. Una penalità non ha niente a che fare con la svalutazione di un link. È vero che i link reciproci non sono visti di buon occhio, tuttavia sono ancora utili e se la matematica non è un opinione, 1 è meglio di 0.

Non tutti i link reciproci sono uguali però. Alcuni di loro sono molto buoni. In primo luogo, si dovrebbe scambiare solo link con siti web che sono in qualche modo legati al tuo. Ad esempio, se si dispone di un consulente finanziario si dovrebbe evitare di scambiare collegamenti con un’agenzia di viaggio. Non esiste una connessione logica. Tuttavia, potreste ragionevolmente scambiare i link con una società che si occupa di getsione di debiti o crediti. Ogni volta che pensi ad un link pensa sempre – “Qualcuno potrebbe considerare questo link logico? Quello che faccio io personalmente prima di analizzare il sito web con uno dei miei strumenti seo, è sempre chiedere a un mio collega di dirmi perchè un link su un sito non ci sta bene, se riesce a darmi una motivazione valida, allora non lo inserisco.

Alcuni link che provengono da siti che non trattano le stesse tematiche non sono un problema, tuttavia più link senza una connesione logica trovi o compri, più ti sarà difficile andare a posizionarti per parole chiavi rilevanti e può apparire come spam, dando l’allarme per l’attività di link building nella quale ti stai cimentando

Il secondo motivo per cui devi stare attento quando scambi link è l’esperienza utente. I motori di ricerca raramente puniscono un sito web per aver collegato siti di scarsa qualità, ma gli utenti si, restituendo una frequenza di rimbalzo elevata e una pessima user experience. Poichè chi si linka al tuo sito è fuori controllo, ma ha un controllo totale su chi linkarsi. Se i motori di ricerca vedono che stai linkando a ciò che essi definiscono siti di scarsa qualità (che non è definito in nessun punto, ma è generalmente accettato per significare siti che l’utente medio ritiene non affidabile o configurati per manipolare in modo chiaro le posizioni dei motori di ricerca), il valore assegnato al tuo sito web può essere influenzato.

Insomma soprattutto quando si è all’inizio, scambiare link può essere utile, tuttavia è importante farlo con siti che siano a tema e che siano a loro volta linkati da siti affidabili. La link building è una parte fondamentale della strategia seo di un sito, per cui se non sei sicuro su come valutare un link di qualità o su come fare per riconoscere il profilo di link di un sito, affidati a uno specialista seo per una consulenza.

Buona Ottimizzazione a tutti!

Bisogna migrare il sito a https ?

Da alcuni mesi, Google sta costringendo i siti a passare a https : i siti con un certificato ssl valido sul proprio sito, avranno una spinta ( meno dell’1% ) sui motori di ricerca, ha commentato il gigante americano. Questo ha spinto molti siti web a passare a https. Che poi, non so voi, ma i siti che ho fatto passare in https, non hanno avuto questa spinta micidiale. Ed è normale che sia cosi in realtà, ma al tempo stesso migrare questi benedetti siti è necessario.Ma quali sono i richi ?

Bisogna migrare il sito a https ?

I rischi sono numerosi :

Sbagliare il set up delle impostazioni del certificato, può rivelarsi fatale. Un bel non sicuro apparirà sul tuo sito e non è proprio una buona esperienza per gli utenti.

Sbagliare il redirect e dimenticarsi di far puntare tutte le pagine sulla versione https ( Canonical, link, sitemap, robot.txt, script,css, javascript..) .Rischi di contenuti duplicati ed errori nel codice.

Perdere posizioni. Se un sito ottiene tutti i link sulla versione http e il sito poi si sposta su https, chi penserà a modificare i link ? Ovviamente c’è un 301 su tutti, ma sappiamo tutti che un link senza 301 è decisamente migliore.

Ricominciare da zero con i social signals? è una brutta notizia. Purtroppo tutte le condivisioni sui social, fatte dalla versione http del sito tornano a zero. Peccato, passando a https, il conto riparte da zero. Medio rischio per quanto riguarda l’utente, ma una rottura di palle per il social media manager, che già vedeva le statistiche crescere.

Pagare per nulla. Https costa. Soprattutto se si vuole un vero certificato ssl. Ancora un costo.

Problemi di prestazioni. Https migliora la comunicazione tra i server, rallentando il caricamento delle pagine. Si può risolvere, ma sono tecnicismi non evidenti all’utente medio, ma purtroppo la velocità di caricamento è un fattore di posizionamento.

Non vedere più i referral. I siti in https, non appaiono più come referral nelle analytics.

I vantaggi di passare a HTTPS

Offre ( l’impressione ) di una navigazione più sicura.Questo è il vantaggio principale. Ma attenzione, un certificato ssl assicura solo che la comunicazione sia criptata. Non impedisce alle informazioni di circolare

Quando migrare in HTTPS :

  • Quando si vuole rifare il sito aziendale.
  • Una volta che si hanno compresi tutti i rischi
  • Quando l’azienda lo chiede ( ecommerce e siti che richiedono l’inserimento di dati sensibili )
  • Quando diventa un vantaggio competitivo ( percepito dai clienti )

Quando non migrare a https :

  • Quando si vuole migliorare il posizionamento
  • Quando si ha un sito con una storia di backlink molto importante
  • Quando le competenze tecniche non sono sufficenti

 

 

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Quella che nel gergo Seo si chiama Google Sandbox anche se non ufficialmente riconosciuta da Google è entrata a far parte del settore e in questo articolo voglio parlare coloro che hanno un nuovo sito o che stanno pensando di crearne uno.

Google sandbox è presente da un pò di tempo a questa parte ed è essenzialmente un filtro che viene applicato a siti web ( solitamente nuovi ). Il risultato che ne consegue è che il sito in questione non si posiziona per le parole chiave per le quali vorrebbe. Nonostante il contenuto presente sul sito sia ottimo e i link in entrata siano coerenti e rilevanti il sito non riesce a posizionarsi. Questo è quello che in inglese viene definito “The Sandbox effect” che sembra il titolo di un film, ma purtroppo per molti proprietari di siti non lo è, anzi è l’inizio di un vero e proprio incubo. Questo filtro è un pò come un esame per molti siti, per scoraggiare i tentativi di spam da parte di alcuni siti segnalati da Google.

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Perchè è stata inserita la Sandbox

Comunemente si pensa che la sanbox sia stata creata da google per combattere i siti spammosi che fanno puntare migliaia di link verso un sito cercando di manipolarne il posizionamento in poco tempo. Google considera un sito nuovo con molti link in entrata pericoloso e potenzialmente sospetto, questo perchè un nuovo sito essendo nuovo, dovrebbe appunto avere pochi link in che puntano verso di esso. D’altronde se questo filtro non vi fosse le persone creerebbero nuovi siti in continuazione scappando al controllo di Google manipolandone il posizionamento.

Tuttavia non tutti nel mondo seo pensano che esista una sandbox. Alcuni sostengono che Google non utilizzi affatto un sistema di filtri e che questo fenonemo di fluttuazione del posizionamento faccia parte dell’algoritmo di Google e dunque che la sandbox sia un’illusione.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Qualsiasi tipo di sito può essere inserito nella sandbox, tuttavia il fenomeno si verifica specialmente con siti nuovi o con pochi mesi di vita che cercano di posizionarsi per query altamente competitive. Non si tratta di una regola certa, in realtà anche altri siti possono passare del tempo all’interno della sandbox, ma i siti che puntano sulle query competitive, sono forse quelli più a rischio.

È possibile che il tuo sito non entri in sandbox per diversi motivi. Ad esempio se è stato lanciato prima di Marzo 2004 ( quando si pensa che il filtro sia stato applicato ) è possibile che vi sia scampato. I siti che sperano di posizionarsi per parole chiave poco competitive è difficile che vi entrino e se ci entrano, ci stanno per un breve periodo.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Quanto tempo un sito passa nella Sandbox

La permanenza nella sandbox può generalmente variare da uno a sei mesi. Ricerche meno competitive avranno un periodo di permanenza più basso, mentre richerche altamente competitive vi resteranno più a lungo ( ho visto siti starci per oltre 8 mesi ) ma il periodo di media durata è intorno ai 2-3 mesi.

Per capire se sei entrato nella sandbox è abbastanza semplice. Se il tuo sito ha un buon page rank e si posiziona per parole chiave a coda lunga che hanno poche ricerche e per le parole chiave importanti si trova lontano anni luce, allora stai sicuro di esserci in pieno.

Una delle caratteristiche della sandbox è proprio quella di posizionarsi bene per parole chiave con poche ricerche. Il filtro è stato progettato con lo scopo di individuare le parole chiave più cercate ( poichè hanno più ragione di essere spammate )

Purtroppo al giorno d’oggi non vi sono modi per prevenire l’entrata nella sandbox. L’unico modo per uscirne è aspettare. Nel frattempo, è importante continuare ad ottimizzare e aggiungere nuovi contenuti e continuare a costruire link. Aggiungere altri link aiuterà anche a prevenire altri eventuali filtri che possono intromettersi tra il sito ed il suo posizionamento.

Una volta uscito dalla Sanbox che fare?

Una volta uscito dalla sandbox, il tuo posizionamento potrebbe rimanere lo stesso per un piccolo periodo di tempo. Essendo sopravvissuto alla sandbox, il tuo sito non si è posizionato per molte parole chiave e dunque c’è ancora molta strada da fare. Un consiglio spassionato è quello di continuare ad aggiungere contenuti rilevanti alla tematica del sito in questione.

L’hosting impatta sulla SEO ?

L’hosting impatta sulla SEO ?

Si. Il servizio di hosting che scegli per il tuo sito avrà un impatto su dove il tuo sito si posizionerà sui motori di ricerca. Tuttavia scegliere un provider piuttosto che un altro non garantisce che il tuo posizionamento migliorerà da un momento all’altro, ma almeno, se fai la scelta giusta, ti toglie la grana di avere problemi in futuro. Per questo motivo quando scegli il tuo servizio di hosting, non considerare solo il prezzo.

L’hosting impatta sulla SEO

Vi sono vari fattori da considerare quando si sceglie un servizio di hosting; due molto importanti sono la velocità e quello che in inglese viene definito uptime/downtime, e possono cambiare da mese a mese, è dunque importante tenerli sotto controllo. Non appena noti un problema, contatta il tuo servizio di hosting e chiedi informazioni, non ipotizzare che siano a conoscenza del problema, perchè spesso non lo sono e anche quando lo sono se ne fregano altamente.

Per quanto riguarda il piano tariffario, è importante non farsi bloccare in contratti a lungo termine, pagare mese per mese è l’ideale, perchè in caso il servizio di hosting abbassi i propri standard, è possibile cambiare e trovarne uno migliore. Se per errore hai già sottoscritto un contratto a lungo termine, cambia lo stesso, è meglio buttare un centinaio di euro che danneggiare la tua seo per sempre.

Vediamo insieme i 3 fattori a livello di hosting che vanno ad impattare il posizionamento di un sito.

Uptime e downtime

Il downtime è il tempo nel quale il tuo sito rimane inaccessibile a causa di problemi del server dal quale è gestito. Gli spider dei motori di ricerca proveranno a visitare il tuo sito diverse volte durante la giornata e se mentre lo visitano il tuo sito non è accessibile, lo registrano e passano al prossimo sito. Se succede ripetutamente il tuo sito viene segnalato come inaffidabile e il posizionamento potrebbe peggiorare. I motori di ricerca non vogliono posizionare un sito inaffidabile sulla prima pagina di google in quanto l’esperienza utente sarebbe pessima, e non è quello che Google vuole.

Persino il 99% in uptime vuol dire che il sito sarà inaccessibile per circa 7 ore in un mese. Idealmente è importante avere un sito che sia accessibile sempre, tuttavia un piccolo downtime è inevitabile anche per i provider più costosi. Intorno a 99.9% è forse il più ragionevole.

Velocità

I motori di ricerca sono solitamente taciti sui fattori di posizionamento, tuttavia nel 2010 Google ha esplicitamente dichiarato che la velocità di caricamento di una pagina è tra quelli. Sia chiaro che è solo uno dei 200 fattori e che probabilmente incide sul posizionamento per lo 0.5% ma è importante prestarvi attenzione. Per vedere se una pagina è abbastanza veloce nel caricamento, si possono utilizzare questi strumenti.

https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights
http://tools.pingdom.com
http://gtmetrix.com

Una pagina che si carica lentamente non è sempre responsabilità del servizio di hosting. La configurazione e il codice del tuo sito possono impattare, tuttavia se sei sicuro che il tuo codice è al top, allora è arrivato il momento di fare uno squillo alla compagnia di hosting e spostare il tuo sito su un altro server. Spesso succede che un sito debba condividere lo spazio di un server con altri siti e più siti ci sono, più lentamente il sito si caricherà, lìideale è spostare il sito su un server dedicato in modo da migliorarne le prestazioni

La posizione

In aggiunta ad altri fattori di posizionamento come contenuti e link in entrata, i motori di ricerca quando devono mostrare un risultato, verificano la posizione di un sito. Ad esempio se l’utente che effettua la ricerca si trova in Italia, i motori di ricerca tendono a mostrare siti che si trovano in Italia. Per verificare la posizione del tuo sito web è possibile controllare l’indirizzo ip del sito. L’indirizzo IP viene assegnato in base al luogo del server che lo ospita. Per cui avere un hosting italiano può decisamente essere un vantaggio se la maggior parte degli utenti cerca per un tuo prodotto o servizio dal territorio italiano. L’unica limitazione è quando si opera in paesi dove si parla la stessa lingua poichè diventa più complesso posizionare un unico sito, specialmente se la concorrenza è alta.

3 Ragioni per assumere un Consulente Adwords

Perchè assumere un consulente Adwords

Perchè assumere un consulente Adwords

Google Adwords è diventato uno strumento di fondamentale importanza tra le aziende che vogliono cominciare a fare pubblicità online. Ma nonostante l’enorme potenziale di questo mezzo, sappi che per creare un account Google adwords di successo ci vuole tempo e grande capacità analitica per concentrarsi sulle parole chiave importanti, senza spendere una fortuna.

Ecco dunque qui 3 motivi per cui devi assumere assolutamente un consulente adwords per la tua azienda .

Sono scrupolosi nella ricerca di parole chiave

Con l’aiuto di un consulente google adwords puoi stare tranquillo che i tuoi annunci compariranno solo per le parole chiave più idonee al tuo settore. La ricerca di parole chiave è un processo che richiede tempo e una conoscenza del settore di riferimento elevata, per questo quando chiedi una consulenza adwords, il tuo esperto ppc si prende il tempo per capire il settore nel quale operi.

Creano annunci specifici per la tua azienda

L’esperto Adwords è l’unico capace di creare annunci specifici per il tuo target. Creare annunci ppc non è semplice come sembra. Mentre scrivere un copy seo o un comunicato stampa è ancora abbastanza fattibile o comunque ci si può arrangiare, scrivere un annuncio è diverso, Google ha un set di regole ben precise nello scrivere annunci, che varia in base al dispositivo sul quale l’annuncio viene mostrato o in base a cosa sta cercando l’utente.

Aiutano a mettere a fuoco la tua strategia di marketing online.

Conoscono molto bene i vantaggi e gli svantaggi della piattaforma e possono utilizzare ciò che sanno per assicurarsi che Google AdWords stia realmente avendo un impatto sul tuo modo di fare business. Le campagne Google AdWords e PPC in generale sono molto complesse. Non è qualcosa che un imprenditore senza precedenti esperienze nel fare pubblicità online puà fare. Anche il più piccolo dettaglio potrebbe causare il fallimento della campagna.

Un consulente AdWords di Google utilizza un insieme diverso di metriche per valutare l’efficacia di una campagna. Attraverso queste metriche, può decidere di mantenere gli annunci così come sono e mettere in pausa gli annunci che non stanno funzionando bene o apportare alcune modifiche per rendere gli annunci più adatti a ciò che i clienti cercano.

Grazie all’enorme volume di dati a cui è esposto ogni giorno, un ppc specialist può contribuire a stabilire una direzione chiara per la strategia online. Questo aiuterà il tuo business a concentrarsi su un obiettivo preciso prima di intraprendere altre forme di marketing online.

La qualità dei lead portati da una campagna di successo PPC può far crescere la tua azienda in poco tempo.

Quanto costa fare SEO e quanto spendi

Quanto costa fare SEO

Al giorno d’oggi quasi tutte le aziende in Italia si sono spostate sul digital. Campagne SEM, social media, programatic, ma soprattutto SEO. La domanda che in molti si pongono e che mi chiedono spesso è “ma quanto costa fare SEO?

Questa è una domanda non semplice anche perchè ogni consulente seo è diverso dall’altro e dipende dal tipo di progetto, dal budget e dalle risorse. In questo articolo spiego come lavorano la maggior parte delle agenzie in giro per il mondo, quali sono i prezzi e i pro e contro.

Quanto costa fare SEO

SEO: Tipi di pagamento

Per comprendere esattamente quanto costa la SEO, c’è bisogno di capire il servizio per il quale stai pagando. Le agenzie SEO tipicamente offrono quattro forme principali di servizi e di pagamento:

Mese per mese: con questo tipo di servizio, i clienti pagano un ammontare prestabilito ogni mese in cambio di una serie di servizi. Il mensile è il modello di pagamento più comune, perché fornisce il ritorno sull’investimento maggiore. Gli accordi mensili di solito includono la parte di reportistica, miglioramenti dei contenuti, comunicati stampa, link building, ricerca di parole chiave e ottimizzazione on page.

Prezzo fisso : quasi tutte le agenzie SEO vendono servizi a prezzo fisso. Spesso, prima che un cliente sia pronto ad impegnarsi mensilmente, visiona e seleziona i servizi che gli interessa completare e li porta avanti. Un esempio tipico di questo è l’analisi SEO di un sito che può aiutare a determinare i punti di forza e le debolezze esistenti nella presenza online del cliente, l’analisi dei competitor, nonchè la ricerca di parole chiave.

SEO a risultato: Molte agenzie offrono SEO a risultato. La seo a risultato è solitamente la più costosa e la meno affidabile e viene utilizzata per progetti piccoli o personalizzati per piccoli clienti che preferiscono pagare a risultato ottenuto. Ad esempio, uno studio legale a milano può chiedere ad un’agenzia SEO di aiutarlo con il proprio marketing locale. Una volta che il sito verrà posizionato sulla prima pagina di Google, il cliente dovrà saldare una cifrà più alta.

Consulenza oraria: Questo è il classico modello di consulenza che comprende il pagamento di una fee oraria in cambio della prestazione di uno o più servizi.

Quindi quanto costa la SEO?

Mese per mese: 750€ – 4000 al mese. In questo caso, il prezzo che un cliente paga per fare seo, dipende dalle dimensioni della sua azienda e dal budget a sua disposizione. Da un lato vi sono le piccole agenzie, che hanno solitamente clienti locali e che offrono servizi di base. Dall’altro è possibile trovare agenzie molto più quotate con grossi clienti, ma che potrebbero essere più costose.

Prezzo fisso : dipende. Le aziende che scelgono l’opzione prezzo fisso, è perchè non sanno ancora come funziona la seo e, prima di investire mese per mese, vogliono capire il tipo di lavoro che vi è dietro e se porta risultati. Il prezzo fisso include i servizi contrattuali tipici come il SEO copywriting (0,05/ 0.15€ a parola), analisi del sito (250-500€), analisi dei link interni e esterni (150 – 400€) e il setup dei social media ( 200-400€)

Seo a risultato: 2500€-3000€ La seo a risultato è di solito la più costosa, questo perchè non implica nessun impegno economico da parte del cliente se non a risultato raggiunto. Fate attenzione a questo tipo di seo, perchè solitamente una volta raggiunta la prima pagina vi tocca pagare. Vi è una differenza abissale tra il primo posto e la prima pagina, quindi scegliete con cura.

Consulenza oraria: 20-50€ / ora con un consulente SEO. Le agenzie costano un pò di più, di solito tra i 75 e i 100€ /ora.

Consulenza oraria

Cosa dovrebbe insospettirti

Se stai per scegliere un’agenzia SEO per la tua azienda, è giusto che ti dia qualche avvertimento per proteggerti da quelle agenzie seo che utilizzano tecniche black hat non conformi alle linee guida che Google suggerisce per posizionare un sito.

Garanzie. Le agenzie SEO difficilmente garantiscono un posizionamento. La SEO cambia in continuazione ed è difficile poter garantire un posizionamento preciso.

Risultati immediati. Esistono alcune tattiche SEO chepossono portare “risultati immediati” aggirando l’algoritmo di Google. Queste tecniche anche se ottime per qualche mese, sul lungo periodo possono farti molto male. Google è molto attivo nel cercare siti che imbrogliano e quando li trova, li penalizza. Un sito penalizzato è un sito che perde posizioni per molte parole chiave importanti, e per uscire da una penalizzazione ci vogliono mesi, quindi meglio evitare.

# 1 posto su Google : Se un’agenzia ti promette il primo posto su Google, OTTIMO. Speriamo mantenga la promessa…

Costi inferiori a € 750 / mese. Quando si fa SEO, non si acquista il prezzo più basso, ma il miglior servizio.

Servizi di link building a basso costo. I link sono una parte fondamentale della SEO. È impossibile avere un sito in prima pagina senza link in entrata. È importante sapere che nel mondo SEO vi è un vero e proprio mercato nero dei link. La qualità di un link sta diventando sempre più importante al fine di raggiungere un posizionamento ideale e stabile, pertanto è bene essere capaci di valutare un link di qualità. Prima di firmare un contratto con un’agenzia SEO, informati da dove intendono prendere i link per posizionare il tuo sito.

Da tenere a mente

La SEO richiede tempo. Mese per mese è la scelta migliore. Pensa alla seo come un investimento sul lungo periodo. Un approccio aggressivo sul breve periodo può avere dei benefici, tuttavia la migliore SEO è quella che si crea nel lungo periodo. Marck Jackson rafforza questo concetto dicendo “Il reale valore della SEO non si vede mai nei primi mesi di lavoro”.

Se cambi la SEO, la SEO cambierà te. È pieno di competitor che non vedono l’ora del prossimo aggiornamento di Google per posizionarsi sopra di te. Non cambiare approccio ogni 2-3 mesi, la SEO è un processo organico e naturale e come tutte le cose naturali richiede una certa costanza.

Non tutti i servizi SEO sono uguali. La seo non la scegli in base al prezzo, ma in base al servizio. Affidati ad un consulente seo che ti spiega quello che fa e il perchè.

La seo è importante. Un sito esiste perchè deve essere trovato dagli utenti. Altrimenti che senso ha? Se non sai come rendere il tuo sito più visibile, allora chiedimi come fare.

Un’agenzia SEO è la cosa migliore. Starai pensando “ Ma non posso fare SEO da solo?” La SEO richiede una complementarietà di competenze ( Sviluppo web, copywriting, marketing ecc ) che difficilmente sono eseguibili senza un background tecnico. Un consulente seo o un’agenzia sono la scelta migliore se non sai esattamente da dove partire.

Alla fine sei tu che decidi..

Per la maggior parte delle aziende, la SEO è l’investo con il ROI più alto. I benefici della SEO sono più alti di qualsiasi campagna tv, stampa, mail ecc

Le aziende non decidono più se hanno bisogno di un consulente SEO per la loro azienda. Decidono quanto vogliono spendere. Finche scelgono un consulente seo che fa le cose per bene, la SEO porterà risultati eccezionali.

Perchè la SEO è fondamentale per la tua azienda?

Perchè la SEO è fondamentale per la tua azienda?

Adesso, detto tra noi, qual è la prima cosa che fai quando devi cercare qualcosa? Ecco ti sei risposto da solo! Sapevi che più del 70% degli italiani quando deve cercare qualcosa ricorre a internet.

Solo Google, ogni giorno compie 3,5 miliardi di ricerche su qualsiasi argomento. Dalla ricerca della migliore pizzeria a Milano, passando per servizi finanziari, fino all’ultima collezione di Armani. Questo è il motivo per cui è importante essere primo su Google e se non sei almeno in prima pagina diventa davvero complicato farti trovare dai tuoi clienti.

È stato stimato che la prima pagina su Google si accaparra il 92% del traffico, la seconda pagina solo un misero 5%, il restante 3% sono le persone che hanno cercato ma non hanno cliccato nessun risultato di ricerca.

La SEO ti porta di fronte ai tuoi clienti

Essere dove si trova il proprio target è il sogno segreto di qualsiasi imprenditore. I motori di ricerca servono proprio a questo, avere l’attenzione di chi sta cercando un prodotto o un servizio online. Creando contenuti utili e utilizzando parole chiavi ricorrenti noterai un miglioramento delle performance del tuo sito e delle tue vendite di conseguenza. Semplicemente perchè più persone vengono a sapere di te, più opportunità avrai di essere trovato.

E ti dirò di più, non esiste solo Google. Certo, Google è fondamentale e ha già il monopolio, ma puoi prenderti ulteriore traffico da bing, Yahoo, baidu e da altri motori di ricerca a seconda della tua area geografica. Anche Youtube che ad oggi come dimensioni è il secondo più grande motore di ricerca è davvero un’ottima fonte di traffico. Da non dimenticare anche i grandi social network come facebook e twitter che hanno comunque un’opzione di ricerca al loro interno e possono diventare importanti per volumi di traffico.

Il segreto sta nel creare contenuti che interessino ai tuoi utenti. Avere un alto numero di visitatori può non servire a nulla se non convertono. L’obiettivo è creare un messaggio che rispecchi il bisogno dei tuoi clienti.

Ad esempio se sei un rivenditore di scarpe da donna, è inutile avere un sacco di utenti che visitano quella pagina, ma ha più senso aggiungere un messaggio per un pubblico più di nicchia che si rispecchi nel tuo prodotto e che se lo possa permettere.

Al posto che targetizzare quella parola per “scarpe da donna” utilizza long tail come “scarpe da donna estive” o magari “scarpe da donna per la montagna”

La tua presenza online è fondamentale

Nel 2017 la presenza online di un’azienda è fondamentale, un terzo delle persone che utilizza Google clicca sul primo risultato che viene fuori sui motori di ricerca, se invece per esempio sei settimo allora avrai circa il 3,5% di quei click. Tanto più sei in alto sui motori di ricerca, tante pù opportunità avrai di essere considerato autorevole dai tuoi consumatori.

Creare una reputazione online per la tua azienda ha bisogno dell’aiuto di una vera e propria consulenza digital marketing completa. Riempire una pagina di parole chiave non ti aiuterà a posizionarti come desideri e se fatto spesso ti porterà ad essere penalizzato.

Pubblicare contenuti utili, che sia facile da leggere sia da algoritmi che da persone, fornisce agli utenti un’ottima esperienza, questi segnali vengono visti dai motori di ricerca e presi in considerazione per posizionare il tuo sito.

 

Ottimizzazione SEO Off site

Ottimizzazione off site

L’ottimizzazione off-site è il processo che permette al tuo sito web di aumentare la visibilità, il traffico e la conoscenza del tuo marchio. Questo tipo di ottimizzazione è molto diverso rispetto all’ottimizzazione on page.Innanzitutto è un processo che richiede una certa costanza, poi dipende dal tipo di sito e dal settore nel quale operi ( e dal budget ) ti consiglio comunque di seguire queste linee guida per una corretta ottimizzazione:

Outreach

La parte di outreach consiste nel contattare aziende e blogger con siti web che trattino tematiche simili e domandargli di linkare al tuo sito.

Content Marketing

Content Marketing

Contattare aziende, siti di news, bloggers con siti sui quali postare e inserire un link che punti al tuo sito web.

Comunicati stampa

Scrivi comunicati stampa per condividere news e informazioni sul proprio settore di riferimento e invale a magazine online  e magazine di news chiedendo di aggiungere un link al tuo sito.

Directories

Inserisci il tuo link in directories di settore aggiungendo tutte le informazioni utili per i motori di ricerca.

Video Marketing

video marketing

Crea video per fornire informazioni e sul tuo prodotto o servizio e poi impara a farlo rankare su youtube.

Comment Marketing

Commenta su blog o articoli del tuo stesso settore, non dimenticando di lasciare un link verso il tuo sito.

Forum Marketing SEO

Sii attivo sui forum di settore o in siti come Yahoo answer e Quora e mostra di essere la tua conoscenza in materia.

Siti Satelliti

Crea 2 o 3 siti satelliti preferibilmente ( exact match domain ) e inizia a caricarli di contenuti, dopo qualche mese quando iniziano a crescere inzia a linkare verso il tuo sito.

Pay per click

pay per click

Utillza Google Adwords e Facebook ads per prendere traffico fin da subito. Crea sempre nuove campagne e ricordati di aggiungere le negative ( parole chiave a corrispondenza inversa )

Scambio di link

Contatta siti che trattano argomenti simili e domanda uno scambio di link. Cerca di linkare solo a siti che portano traffico alle tue pagine