- I backlink restano uno dei fattori più importanti per posizionarsi, ma un link di qualità vale più di decine di link scadenti.
- Comprare link, usare PBN o scambiarli in modo eccessivo viola le linee guida di Google ed espone a penalizzazioni.
- Il metodo che funziona nel tempo: contenuti che meritano un link, relazioni, guest post e digital PR.
Senza siti che ti linkano, le possibilità di posizionarti su parole chiave competitive sono vicine allo zero. Ma come si ottengono link, quanti ne servono e quali scorciatoie evitare? In questa guida metto insieme tutto quello che ho imparato in anni di link building per i miei clienti.
Di quanti backlink hai bisogno?
Dipende da cosa vuoi posizionare. Per “pasta all’amatriciana” un paio di link non bastano; per una ricerca di nicchia iper specifica possono essere sufficienti. Le variabili principali sono tre:
-
La concorrenza
Guarda quanti link ricevono le pagine in prima pagina per quella keyword: la singola pagina che si posiziona, non il dominio. Una stima molto approssimativa che uso spesso: somma i link delle 10 pagine e dividi per 8. È solo un punto di partenza, perché non considera la qualità.

-
La qualità
Un link di alta qualità può valerne decine di qualità bassa. Non è un gioco di numeri in cui vince chi ne ha di più: serve equilibrio tra quantità e qualità.
-
L’ottimizzazione del sito
Un sito ben ottimizzato ha bisogno di meno link. Porta le pagine importanti a 1-2 clic dalla home, accorpa le pagine poco utili, usa redirect 301 per le pagine che ricevono link ma non servono più, elimina i 404 e distribuisci il valore con i link interni.
Non fissare obiettivi rigidi tipo “30 link in 6 mesi”. Google vuole link naturali, e nulla di programmato a tavolino lo è. E non smettere quando arrivi primo: i competitor aspettano solo quello.
Come valutare un link di qualità
Ogni volta che ottieni, o ti propongono, un link, fatti queste domande:
- Arriva da un sito pertinente con il mio argomento o il mio territorio?
- Il sito è autorevole e a sua volta linkato da siti affidabili?
- Può portarmi traffico reale?
- Che anchor text usa: esatta, parziale, il brand o un sinonimo?
- È nel testo o in un footer e una sidebar?
- Quanto è facile ottenerlo? Se può averlo chiunque, vale poco.
Come farti linkare dagli altri
Essere “belli belli in modo assurdo” non basta: chi ha un sito sa che un link è un segnale di autorevolezza e riceve già tantissime richieste. Serve un motivo valido.

-
Crea contenuti che meritano un link
È la situazione ideale: qualcuno trova il tuo contenuto su Google o sui social e decide di citarlo. Ma deve essere eccezionale, non solo buono. Se parti da zero, condividilo su social, blog di settore e community: i primi link rendono tutto più facile.
-
Sfrutta le relazioni
Clienti, fornitori, partner e associazioni di categoria con cui hai rapporti reali sono le persone migliori a cui chiedere un link. Puoi anche aiutare qualcuno con il suo sito, ad esempio segnalando un errore, e poi proporre una collaborazione. Sono link difficili da replicare per i competitor.

-
Scrivi tu il contenuto
Proponi un articolo inedito a un blog o a un magazine del tuo settore (guest post): loro hanno contenuti nuovi, tu un link. Funziona anche con interviste e citazioni su testate online, la base della link building professionale e delle digital PR.
Vuoi link che spingono davvero senza rischiare penalizzazioni?
Analizzo il profilo link del tuo sito e ti propongo una strategia sicura.
Comprare link: conviene?

Comprare backlink è il modo più veloce per ottenerli, ed è vero che molti siti lo fanno e ne traggono vantaggio. Il problema è che Google dichiara chiaramente che acquistare link per migliorare il posizionamento viola le sue norme. Un link è come un voto: pagarlo non ha senso.
Le conseguenze possono essere pesanti: i link vengono ignorati o, nei casi peggiori, il sito viene penalizzato e perde posizioni per mesi, a volte senza recuperarle del tutto. I pacchetti di link a pochi euro sono i più rischiosi: spesso arrivano da siti che linkano gioco d’azzardo e farmaci, e per Google trovarli è solo questione di tempo.
Se un link è sponsorizzato, la strada corretta è dichiararlo con l’attributo rel="sponsored": è legittimo come visibilità e traffico, ma non trasferisce valore SEO. Il mio consiglio, soprattutto per le piccole aziende, è investire quel budget in contenuti di qualità e in relazioni con giornali, blogger e creator.
PBN: cosa sono e perché evitarle

Una PBN (private blog network) è una rete di siti costruiti su domini scaduti che avevano accumulato link e autorità. Su questi domini si pubblicano contenuti di bassa qualità al solo scopo di linkare i siti dei clienti. Alcune agenzie, spesso quelle che vendono SEO a risultato, le usano per tutti i clienti: costo quasi zero e risultati nel breve periodo.
Il rischio è troppo alto: se Google individua la rete, i link vengono annullati e il posizionamento crolla, dopo mesi di investimento. Per questo non consiglio mai le PBN ai miei clienti. Quando valuti un’agenzia o un consulente, chiedi sempre come costruisce i link. Per approfondire, ho scritto con Riccardo Esposito di My Social Web una guida su come valutare un link di qualità.
Scambio di link: sì o no?

Lo scambio di link, magari tramite le classiche pagine “i nostri partner”, era un metodo diffuso ed economico. Oggi Google ne ha ridotto molto il valore e cita lo scambio eccessivo di link tra le pratiche di spam. Un link reciproco occasionale e sensato, invece, è del tutto normale.
- Scambia solo con siti collegati al tuo per argomento o territorio: un consulente finanziario con una società di gestione crediti sì, con un’agenzia di viaggi no.
- Verifica la qualità del sito: niente spam né tecniche black hat. Chi linki dipende da te, e linkare siti di scarsa qualità danneggia anche la tua credibilità.
- Fai il test del collega: se qualcuno riesce a spiegarti perché quel link non ha senso, non metterlo.
Domande frequenti
Quanti backlink servono per posizionarsi?
Non esiste un numero fisso: dipende dalla concorrenza della keyword, dalla qualità dei link e dall’ottimizzazione del sito. Il punto di partenza è analizzare i link delle pagine che sono già in prima pagina.
Comprare link è illegale?
Non è illegale, ma viola le norme di Google se serve a manipolare il posizionamento. I link a pagamento vanno dichiarati con rel=”sponsored”.
Lo scambio di link porta penalizzazioni?
Un link reciproco occasionale tra siti affini è normale. Lo scambio sistematico ed eccessivo, invece, rientra nelle pratiche di spam per Google.