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Link building: la guida completa ai backlink

GSGiulio StellaConsulente SEO a Milano dal 2013Aggiornato a ottobre 202612 min di lettura
In breve

  • I backlink restano uno dei fattori più importanti per posizionarsi, ma un link di qualità vale più di decine di link scadenti.
  • Comprare link, usare PBN o scambiarli in modo eccessivo viola le linee guida di Google ed espone a penalizzazioni.
  • Il metodo che funziona nel tempo: contenuti che meritano un link, relazioni, guest post e digital PR.

Senza siti che ti linkano, le possibilità di posizionarti su parole chiave competitive sono vicine allo zero. Ma come si ottengono link, quanti ne servono e quali scorciatoie evitare? In questa guida metto insieme tutto quello che ho imparato in anni di link building per i miei clienti.

Di quanti backlink hai bisogno?

Dipende da cosa vuoi posizionare. Per “pasta all’amatriciana” un paio di link non bastano; per una ricerca di nicchia iper specifica possono essere sufficienti. Le variabili principali sono tre:

  1. La concorrenza

    Guarda quanti link ricevono le pagine in prima pagina per quella keyword: la singola pagina che si posiziona, non il dominio. Una stima molto approssimativa che uso spesso: somma i link delle 10 pagine e dividi per 8. È solo un punto di partenza, perché non considera la qualità.

    Schema di backlink e collegamenti tra siti
  2. La qualità

    Un link di alta qualità può valerne decine di qualità bassa. Non è un gioco di numeri in cui vince chi ne ha di più: serve equilibrio tra quantità e qualità.

  3. L’ottimizzazione del sito

    Un sito ben ottimizzato ha bisogno di meno link. Porta le pagine importanti a 1-2 clic dalla home, accorpa le pagine poco utili, usa redirect 301 per le pagine che ricevono link ma non servono più, elimina i 404 e distribuisci il valore con i link interni.

Il consiglio di Giulio

Non fissare obiettivi rigidi tipo “30 link in 6 mesi”. Google vuole link naturali, e nulla di programmato a tavolino lo è. E non smettere quando arrivi primo: i competitor aspettano solo quello.

Come valutare un link di qualità

Ogni volta che ottieni, o ti propongono, un link, fatti queste domande:

Checklist del link

  • Arriva da un sito pertinente con il mio argomento o il mio territorio?
  • Il sito è autorevole e a sua volta linkato da siti affidabili?
  • Può portarmi traffico reale?
  • Che anchor text usa: esatta, parziale, il brand o un sinonimo?
  • È nel testo o in un footer e una sidebar?
  • Quanto è facile ottenerlo? Se può averlo chiunque, vale poco.

Come farti linkare dagli altri

Essere “belli belli in modo assurdo” non basta: chi ha un sito sa che un link è un segnale di autorevolezza e riceve già tantissime richieste. Serve un motivo valido.

Perché un altro sito dovrebbe linkare il tuo
  1. Crea contenuti che meritano un link

    È la situazione ideale: qualcuno trova il tuo contenuto su Google o sui social e decide di citarlo. Ma deve essere eccezionale, non solo buono. Se parti da zero, condividilo su social, blog di settore e community: i primi link rendono tutto più facile.

  2. Sfrutta le relazioni

    Clienti, fornitori, partner e associazioni di categoria con cui hai rapporti reali sono le persone migliori a cui chiedere un link. Puoi anche aiutare qualcuno con il suo sito, ad esempio segnalando un errore, e poi proporre una collaborazione. Sono link difficili da replicare per i competitor.

    Chiedere link a partner e contatti professionali
  3. Scrivi tu il contenuto

    Proponi un articolo inedito a un blog o a un magazine del tuo settore (guest post): loro hanno contenuti nuovi, tu un link. Funziona anche con interviste e citazioni su testate online, la base della link building professionale e delle digital PR.

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Comprare link: conviene?

Comprare link per il proprio sito

Comprare backlink è il modo più veloce per ottenerli, ed è vero che molti siti lo fanno e ne traggono vantaggio. Il problema è che Google dichiara chiaramente che acquistare link per migliorare il posizionamento viola le sue norme. Un link è come un voto: pagarlo non ha senso.

Le conseguenze possono essere pesanti: i link vengono ignorati o, nei casi peggiori, il sito viene penalizzato e perde posizioni per mesi, a volte senza recuperarle del tutto. I pacchetti di link a pochi euro sono i più rischiosi: spesso arrivano da siti che linkano gioco d’azzardo e farmaci, e per Google trovarli è solo questione di tempo.

Se un link è sponsorizzato, la strada corretta è dichiararlo con l’attributo rel="sponsored": è legittimo come visibilità e traffico, ma non trasferisce valore SEO. Il mio consiglio, soprattutto per le piccole aziende, è investire quel budget in contenuti di qualità e in relazioni con giornali, blogger e creator.

PBN: cosa sono e perché evitarle

Private blog network nella SEO

Una PBN (private blog network) è una rete di siti costruiti su domini scaduti che avevano accumulato link e autorità. Su questi domini si pubblicano contenuti di bassa qualità al solo scopo di linkare i siti dei clienti. Alcune agenzie, spesso quelle che vendono SEO a risultato, le usano per tutti i clienti: costo quasi zero e risultati nel breve periodo.

Il rischio è troppo alto: se Google individua la rete, i link vengono annullati e il posizionamento crolla, dopo mesi di investimento. Per questo non consiglio mai le PBN ai miei clienti. Quando valuti un’agenzia o un consulente, chiedi sempre come costruisce i link. Per approfondire, ho scritto con Riccardo Esposito di My Social Web una guida su come valutare un link di qualità.

Scambio di link: sì o no?

Scambio di link tra siti web

Lo scambio di link, magari tramite le classiche pagine “i nostri partner”, era un metodo diffuso ed economico. Oggi Google ne ha ridotto molto il valore e cita lo scambio eccessivo di link tra le pratiche di spam. Un link reciproco occasionale e sensato, invece, è del tutto normale.

  • Scambia solo con siti collegati al tuo per argomento o territorio: un consulente finanziario con una società di gestione crediti sì, con un’agenzia di viaggi no.
  • Verifica la qualità del sito: niente spam né tecniche black hat. Chi linki dipende da te, e linkare siti di scarsa qualità danneggia anche la tua credibilità.
  • Fai il test del collega: se qualcuno riesce a spiegarti perché quel link non ha senso, non metterlo.

Domande frequenti

Quanti backlink servono per posizionarsi?

Non esiste un numero fisso: dipende dalla concorrenza della keyword, dalla qualità dei link e dall’ottimizzazione del sito. Il punto di partenza è analizzare i link delle pagine che sono già in prima pagina.

Comprare link è illegale?

Non è illegale, ma viola le norme di Google se serve a manipolare il posizionamento. I link a pagamento vanno dichiarati con rel=”sponsored”.

Lo scambio di link porta penalizzazioni?

Un link reciproco occasionale tra siti affini è normale. Lo scambio sistematico ed eccessivo, invece, rientra nelle pratiche di spam per Google.

GS

Chi ha scritto questo articolo

Giulio Stella

Consulente SEO e digital marketing a Milano dal 2013, con esperienze a Londra e in Australia. Rendo la SEO comprensibile e misurabile.

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