Come assestare il livello di competizione di una parola chiave ?

Ogni parola chiave per la quale vuoi posizionare il tuo sito è una sfida. Tuttavia prima di partecipare devi essere sicuro di poter avere qualche possibilità di vittoria. Essere primi su Google lo si deve meritare e dunque prima di gareggiare devi conoscere i tuoi competitor. Spesso le persone quando fanno questo tipo di ricerca si sbagliano e pensano che ad esempio se vogliono portare un sito in prima posizione per “avvocati milano” e Google restituisce 30 milioni di risultati, allora hanno 30 milioni di competitor. Non è possibile che la metà della popolazione italiana sia composta da avvocati, siamo ben d’accordo!

Tuttavia il ragionamento in se non è sbagliato, perchè se Google restituisce 30 milioni di ricerche, allora è vero che le pagine da superare sono 30 milioni, molte di queste non cercano di posizionarsi per avvocati milano, ma Google avendole indicizzate le mostra nei risultati di ricerca.

Assestare quante persone cercano di posizionarsi per una determinata parola chiave, è semplicemente impossibile – almeno senza valutare ogni singolo sito web. Ciò che in questi casi va preso in considerazione sono i primi 10 risultati, ovvero quelli che stanno in prima pagina, questo perchè solo il 2-3% degli utenti va fino alla seconda pagina dei motori di ricerca quando deve cercare qualcosa.

Dunque se non pensi di poter battere coloro che si trovano in prima pagina per una determinata parola chiave allora non cominciare nemmeno, le tue chance di vittoria stanno a zero. Se invece pensi di poterli battere creando un contenuto migliore del loro e non dovendo spendere soldi nell’acquisizione di link allora vai..corri Forrest, la prima pagina può essere tua. Prima di cominciare la battaglia concentrati su alcuni punti.

Page Title : Il titolo della pagina è quel link blu che Google mostra sui motori di ricerca. La base della Seo comincia proprio con l’inserire le parole chiave nel titolo. Se sulla prima pagina vi sono posizionati siti senza parole chiave nel titolo, allora è sintomo di una serp con bassa competizione e alte opportunità.

Contenuto : Se i tuoi competitor hanno un buon contenuto ed è difficile scrivere di meglio, allora vuol dire che sei in una serp molto concorrenziale. Se vuoi posizionarti in prima pagina nel lungo periodo, dovrai uscirtene con un contenuto di gran lunga migliore.

Link in entrata : I link in entrata sono uno dei fattori più imiportanti quando si deve determinare il posizionamento di un sito web. Non necessariamente chi ne ha di più vince, perchè dipende anche dalla loro qualità e dal tipo di anchor text che viene utilizzato, tuttavia si può affermare di maniera generale che più ne hai e meglio è.

Per analizzare i fattori elencati in precedenza, vi è bisogno di alcuni strumenti SEO tipo Ahref e Semrush, se li hai entrambi meglio. Analizzare la difficoltà di una parola chiave correttamente è fondamentale, perchè se ti sbagli e pensi che quella parola non sia molto competitiva, allora difficilmente vedrai un ritorno sull’investimento.

Una bella analogia è quella con il gioco del calcio, in particolare la champion’s league. Ad esempio giocare contro una squadra che possiede giocatori migliori è difficile. Vincere non è impossibile, tuttavia man mano che si va avanti si incontrano squadre sempre più forti e diventa sempre più difficile. La morale calcistica è che è meglio arrivare in finale di Europa League piuttosto che fermarsi agli ottavi di champion’s league.

 

 

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Quella che nel gergo Seo si chiama Google Sandbox anche se non ufficialmente riconosciuta da Google è entrata a far parte del settore e in questo articolo voglio parlare coloro che hanno un nuovo sito o che stanno pensando di crearne uno.

Google sandbox è presente da un pò di tempo a questa parte ed è essenzialmente un filtro che viene applicato a siti web ( solitamente nuovi ). Il risultato che ne consegue è che il sito in questione non si posiziona per le parole chiave per le quali vorrebbe. Nonostante il contenuto presente sul sito sia ottimo e i link in entrata siano coerenti e rilevanti il sito non riesce a posizionarsi. Questo è quello che in inglese viene definito “The Sandbox effect” che sembra il titolo di un film, ma purtroppo per molti proprietari di siti non lo è, anzi è l’inizio di un vero e proprio incubo. Questo filtro è un pò come un esame per molti siti, per scoraggiare i tentativi di spam da parte di alcuni siti segnalati da Google.

Google sandbox – Che cos’è e come uscirne?

Perchè è stata inserita la Sandbox

Comunemente si pensa che la sanbox sia stata creata da google per combattere i siti spammosi che fanno puntare migliaia di link verso un sito cercando di manipolarne il posizionamento in poco tempo. Google considera un sito nuovo con molti link in entrata pericoloso e potenzialmente sospetto, questo perchè un nuovo sito essendo nuovo, dovrebbe appunto avere pochi link in che puntano verso di esso. D’altronde se questo filtro non vi fosse le persone creerebbero nuovi siti in continuazione scappando al controllo di Google manipolandone il posizionamento.

Tuttavia non tutti nel mondo seo pensano che esista una sandbox. Alcuni sostengono che Google non utilizzi affatto un sistema di filtri e che questo fenonemo di fluttuazione del posizionamento faccia parte dell’algoritmo di Google e dunque che la sandbox sia un’illusione.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Qualsiasi tipo di sito può essere inserito nella sandbox, tuttavia il fenomeno si verifica specialmente con siti nuovi o con pochi mesi di vita che cercano di posizionarsi per query altamente competitive. Non si tratta di una regola certa, in realtà anche altri siti possono passare del tempo all’interno della sandbox, ma i siti che puntano sulle query competitive, sono forse quelli più a rischio.

È possibile che il tuo sito non entri in sandbox per diversi motivi. Ad esempio se è stato lanciato prima di Marzo 2004 ( quando si pensa che il filtro sia stato applicato ) è possibile che vi sia scampato. I siti che sperano di posizionarsi per parole chiave poco competitive è difficile che vi entrino e se ci entrano, ci stanno per un breve periodo.

Quale tipo di siti vengono inseriti nella sandbox

Quanto tempo un sito passa nella Sandbox

La permanenza nella sandbox può generalmente variare da uno a sei mesi. Ricerche meno competitive avranno un periodo di permanenza più basso, mentre richerche altamente competitive vi resteranno più a lungo ( ho visto siti starci per oltre 8 mesi ) ma il periodo di media durata è intorno ai 2-3 mesi.

Per capire se sei entrato nella sandbox è abbastanza semplice. Se il tuo sito ha un buon page rank e si posiziona per parole chiave a coda lunga che hanno poche ricerche e per le parole chiave importanti si trova lontano anni luce, allora stai sicuro di esserci in pieno.

Una delle caratteristiche della sandbox è proprio quella di posizionarsi bene per parole chiave con poche ricerche. Il filtro è stato progettato con lo scopo di individuare le parole chiave più cercate ( poichè hanno più ragione di essere spammate )

Purtroppo al giorno d’oggi non vi sono modi per prevenire l’entrata nella sandbox. L’unico modo per uscirne è aspettare. Nel frattempo, è importante continuare ad ottimizzare e aggiungere nuovi contenuti e continuare a costruire link. Aggiungere altri link aiuterà anche a prevenire altri eventuali filtri che possono intromettersi tra il sito ed il suo posizionamento.

Una volta uscito dalla Sanbox che fare?

Una volta uscito dalla sandbox, il tuo posizionamento potrebbe rimanere lo stesso per un piccolo periodo di tempo. Essendo sopravvissuto alla sandbox, il tuo sito non si è posizionato per molte parole chiave e dunque c’è ancora molta strada da fare. Un consiglio spassionato è quello di continuare ad aggiungere contenuti rilevanti alla tematica del sito in questione.

3 Consigli Sulla SEO Da Tenere a mente

L’ottimizzazione per i motori di ricerca presenta una serie di sfide – una delle quali risponde agli spostamenti e ai cambiamenti  in cui i motori di ricerca valutano e classificano il tuo sito web.

L’aggiornamento di algoritmi delle parole invierà un brivido alla colonna vertebrale di molti  market tari. Mentre è vero che Google in particolare ha la tendenza a fare grandi cambiamenti che possono avere un impatto massiccio sul traffico organico, ci sono alcuni pilastri della SEO che sono rimasti importanti attraverso il Penguin e Panda e forse un po’ meno durante l’aggiornamento che in inglese si definisce “mobilegeddon” tutto incentrato su mobile

Dando un’occhiata alla linea temporale degli aggiornamenti degli algoritmi: ti dà un’idea di quanto Google sia cambiato dal 1996!

Penguin e Panda

In questo articolo esamineremo i fondamentali di SEO che sono stati la prova del tempo – parleremo di perché sono importanti e perché sono stati al centro del nostro approccio SEO.

1 – Mettere l’utente al primo posto

Quando si dice “scrivere per le persone e non per un motore di ricerca”, quello che si intende è che bisogna mettere a fuoco l’utente perché è quello che sta cercando qualcosa su Google

Il motivo per cui la gente torna su Google di volta in volta è perché serve loro una risposta a una domanda. Quando il motore di ricerca posiziona il tuo sito, prende in considerazioni centinaia di fattori per affidargli un posizionamento adeguato, sta a te poi con contenuti di qualità e link andare a lavorare sul posizionamento. Tieni sempre in mente che se un sito è buono per gli utenti, sarà anche buono per i motori di ricerca

Strategia White Hat

White-Hat-SEO

Gli aggiornamenti dell’algoritmo si dividono in due categorie:

La prima categoria è quella nel modo di utilizzo di internet da un punto di vista dell’utente, come aggiornamento mobile responsive per cellulari. La seconda categoria va ad individuare come gli utenti cercano di aggirare il sistema, con tecniche “black hat”.

Il keyword stuffing è un buon esempio di manipolazione dell’algoritmo. Per molto tempo è servito a spingere in alto i siti, ma spesso lasciava gli utenti insoddisfatti e Google come qualsiasi altra azienda vuole fornire agli utenti i migliori risultati possibili ai propri utenti che in questo caso si traduce col fornire risposte adatte alle ricerche.

L’ottimizzazione del title e della meta description è da tempo un elemento fondamentale della SEO e probabilmente lo rimarrà anche per il futuro, il title oltre ad essere uno dei primi elementi che google legge impatta indirettamente sul posizionamento andando ad incidere sul CTR. Trovare un modo naturale per far stare 55-60 caratteri in un title non è semplice e ancora oggi i migliori copywriter discutono su cosa sia meglio incluedere per attirare l’attenzione.

Poi ci sono le meta descrizioni, mentre non hanno un effetto sulle classifiche di per se ( a parte impattare il ctr che è un fattore di ranking importantissimo ) sono ancora molto importanti. Una meta description scritta bene che supporta il title fa la differenza in termini di click che quel risultato riceve.

E ancora una volta in ultimaistanza dobbiamo pensare all’utente, anche quando componiamo un title è importante pensare cosa le persone vogliono vedere.

Ottimizzazione SEO Off site

Ottimizzazione off site

L’ottimizzazione off-site è il processo che permette al tuo sito web di aumentare la visibilità, il traffico e la conoscenza del tuo marchio. Questo tipo di ottimizzazione è molto diverso rispetto all’ottimizzazione on page.Innanzitutto è un processo che richiede una certa costanza, poi dipende dal tipo di sito e dal settore nel quale operi ( e dal budget ) ti consiglio comunque di seguire queste linee guida per una corretta ottimizzazione:

Outreach

La parte di outreach consiste nel contattare aziende e blogger con siti web che trattino tematiche simili e domandargli di linkare al tuo sito.

Content Marketing

Content Marketing

Contattare aziende, siti di news, bloggers con siti sui quali postare e inserire un link che punti al tuo sito web.

Comunicati stampa

Scrivi comunicati stampa per condividere news e informazioni sul proprio settore di riferimento e invale a magazine online  e magazine di news chiedendo di aggiungere un link al tuo sito.

Directories

Inserisci il tuo link in directories di settore aggiungendo tutte le informazioni utili per i motori di ricerca.

Video Marketing

video marketing

Crea video per fornire informazioni e sul tuo prodotto o servizio e poi impara a farlo rankare su youtube.

Comment Marketing

Commenta su blog o articoli del tuo stesso settore, non dimenticando di lasciare un link verso il tuo sito.

Forum Marketing SEO

Sii attivo sui forum di settore o in siti come Yahoo answer e Quora e mostra di essere la tua conoscenza in materia.

Siti Satelliti

Crea 2 o 3 siti satelliti preferibilmente ( exact match domain ) e inizia a caricarli di contenuti, dopo qualche mese quando iniziano a crescere inzia a linkare verso il tuo sito.

Pay per click

pay per click

Utillza Google Adwords e Facebook ads per prendere traffico fin da subito. Crea sempre nuove campagne e ricordati di aggiungere le negative ( parole chiave a corrispondenza inversa )

Scambio di link

Contatta siti che trattano argomenti simili e domanda uno scambio di link. Cerca di linkare solo a siti che portano traffico alle tue pagine

Ottimizzazione SEO On page

Come ottimizzare un sito web per i motori di ricerca

L’ottimizzazione on site si riferisce al processo di ottimizzare il tuo sito web per i motori di ricerca e per gli utenti.  Questo tipo di ottimizzazione va a toccare elementi del codice html-css o js che solo i motori di ricerca possono vedere e comprendere.

Un motore di ricerca valuta un sito in modo diverso da quello che farebbe una persona e non è in grado di valutare se un sito è stato costruito bene o se il contenuto presente all’interno sia buono o meno. Google, bIng ecc lo giudicano solo da un punto di vista tecnico

L’ottimizzazione on page è la base su cui si costruisce il processo di ottimizzazione off page. Senza questo tipo di ottimizzazione è davvero difficile ottenere risultati. Quando parliamo di ottimizzazione stiamo parlando di un processo abbastanza complesso che varia da settore a settore e da sito a sito ma generalmente per una corretta ottimizzazione on page possiamo seguire queste linee guida:

  • Aggiungere parole chiave alla url, title tag, meta description, l’h1 all’inizio della pagiina e l’alt tag nelle immagini

Aggiungere parole chiave alla url

  • Assicurarsi che ogni pagina abbia un title e una metadescription diversa dalle altre
  • Aggiungere nuove pagine per ogni parola chiave per la quale si desidera rankare
  • Aggiungere dati strutturati al sito per migliorare la CTR

dati strutturati

  • Migliorare il contenuto all’interno del sito e il target sulle parole chiave all’interno del sito
  • Eliminare o unire le pagine che non hanno contenuto utile per gli utenti o i motori di ricerca
  • Controllare la velocità di caricamento del sito con browser diversi
  • Aggiungere Call to action alle pagine importanti del sito
  • Eliminare tutte le pagine con contenuti duplicati

 Chiamare all'azione

  • Creare Link dalla prima pagina alle altre pagine del sito
  • Controllare non vi siano link rotti ( 404 )
  • Aggiungere link all’interno del contenuto dove c’è bisogno
  • Aggiungere i tasti per per i social media
  • Creare e aggiungere la mappa del sito

mappa del sito

  • Creare un account Google Analytics e search console

Alcuni di questi fattori possono essere sistemati facilmente altri meno, altri ancora richiedono un lavoro continuo per mantenere il ranking conquistato. A meno che un consulente seo abbia lavorato al tuo sito è difficile che il tuo sito sia ottimizzato per i motori di ricerca, poiché l’ottimizzazione on site è qualcosa alla quale gli sviluppatori non pensano molto.